La mostra presenta cinque recenti installazioni dell'artista, pensate appositamente per lo spazio, in un allestimento di grande suggestione. Valenti lavora sulla creazione di sculture cariche di mistero, in cui figure silenziose si muovono in spazi privi di dimensioni, sospesi nel tempo, che a Palazzo delle Esposizioni vivranno in un contesto quasi teatrale. "L'artista - scrive in catalogo Lea Mattarella - elargisce un'intera storia, a ognuno la propria, attraverso un‟immagine, un frammento. Non ha paura di definirsi "narrativa", cosa che atterrisce molti pittori e scultori meno sicuri del fatto loro. Non contrasta la sua capacità di far crescere dentro di noi il seme di un racconto. E lascia libero chi guarda di dar vita al proprio. Nello stesso tempo applica un rigore implacabile alla costruzione del luogo in cui ci vuole condurre. Tutto è concepito per indirizzare lo sguardo verso ciò che lei ha deciso. Così l‟artista stabilisce un ordine, una gerarchia dell'inquadratura. E, con un‟abilità che ha qualcosa della scultura antica, ma anche del confronto con l‟ambiente tutto contemporaneo, fa spazio‟. Le sue stanze, vere o immaginate in un mare denso di onde, sono rese più potenti e assolute dalla presenza delle figure". La mostra è stata curata da Lea Mattarella, critico del quotidiano La Repubblica, e illustrata da un catalogo edito da De Luca con una presentazione del Prof. Avv. Francesco Maria Emmanuele Emanuele e un testo dell'artista Alberto Abate.

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